Packaging Restyling per Mamete Prevostini; coerenza e posizionamento per una gamma strutturata

Una cantina storica, un packaging che deve evolvere con lei

Nel mondo del vino, anche i brand dalla forte storicità e identità solida come la cantina valtellinese di Mamete Prevostini devono confrontarsi con le aspettative dei consumatori, nuovi mercati e linguaggi visivi in continua evoluzione.

In questo caso, un restyling conservativo del packaging diventa una scelta strategica, non per riscrivere una storia ma per rinnovare l’immagine e darle nuovi strumenti per continuare a raccontarsi.

restyling etichette mamete prevostini

Come intervenire su un sistema a più livelli di posizionamento, mantenendo riconoscibilità e coerenza per ogni linea?

Nel packaging design, spesso sono i dettagli a influire sul valore percepito di un prodotto.

Per questo siamo intervenuti con un restyling misurato: abbiamo semplificato il layout e reso più chiara la gerarchia delle informazioni per migliorare la leggibilità e l’aspetto generale del label design e costruito continuità e differenziazione tra le diverse referenze attraverso elementi grafici condivisi e materiali differenziati.

Linea Giovani: semplicità e immediatezza

La linea entry-level è il primo punto di contatto con il brand: qui il design si fa essenziale, diretto, immediato.

Le etichette sono caratterizzate da pulizia visiva, con un elemento distintivo e il nome prodotto posizionati nella parte alta per favorire la leggibilità a colpo d’occhio.

Su Botonero, il dettaglio diventa un foro nella carta

Su Santa Rita, prende forma in un soggetto in rilievo

La carta, bianca naturale e poco materica, rafforza il posizionamento della linea: accessibile, fresca, contemporanea.

Il risultato è un packaging vino chiaro e riconoscibile, pensato per facilitare la scelta a scaffale.

Linea Classici: equilibrio e identità

Nella linea Classici, il linguaggio si evolve verso una maggiore struttura e profondità.

L’elemento chiave diventa la stella centrale: un fulcro visivo unificante in cui convergono tutti gli elementi dell’etichetta, creando ordine e gerarchia.

Il nome del prodotto si sposta in alto, mentre la stella prende corpo attraverso lamina rossa e punzone tridimensionale.

La carta avorio, più materica rispetto alla linea base, introduce un livello percettivo superiore contribuendo ad elevare la percezione del prodotto

Linea Cru e Riserve: espressione e distintività

Nella fascia più alta, il design dell’etichetta diventa ancora più espressivo e identitario.

L’elemento distintivo è l’ovale, che caratterizza l’intera linea, pur evolvendosi da prodotto a prodotto: cambiano soggetti e colori per differenziare le referenze, e alcune etichette si arricchiscono di nobilitazioni lucide.

Nel vino più importante, la Riserva, l’evoluzione è ancora più radicale: l’etichetta si fa nera, l’ovale è solo suggerito lasciando spazio a un segno grafico rosso vivo in rilievo.

La carta, più materica e avoriata, amplifica la percezione premium e separa nettamente questa linea dalle altre.

Linea Sforzati: segni ancestrali e identità

Per Corte di Cama e Albareda, i simboli ancestrali sono stati estrapolati dalle forme geometriche che in precedenza li racchiudevano, così da acquisire maggiore forza espressiva e distintività.

Corte di Cama evoca l’antica corte e il passaggio delle persone.

Albareda richiama il concetto di forza.

Entrambi i segni sono valorizzati dal rilievo e dalla stessa carta materica utilizzata per Cru e Riserve, in continuità con il posizionamento premium della linea.

Una gamma più ordinata, coerente e distintiva

Nel complesso, il progetto di restyling ha portato a un packaging capace di:

  • Rafforzare la coerenza visiva tra le linee
  • Mantenere e chiarire i diversi livelli di posizionamento
  • Migliorare la leggibilità e l’impatto a scaffale
  • Valorizzare ogni referenza senza perdere l’identità complessiva

Un equilibrio non scontato, soprattutto nel design di etichette di vino di fasce di prezzo diverse.

Scopri come possiamo aiutarti a costruire una gamma coerente, riconoscibile e distintiva.

Oggi il packaging non può più essere solo estetica: deve essere strategia, racconto e relazione. 

Non ci limitiamo a “disegnare etichette”: costruiamo sistemi di comunicazione che integrano design, tecnologia e contenuto. Packaging che parlano, che si fanno toccare, che si ascoltano. Packaging che includono, senza escludere nessuno.

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